Iran: filtrati 12 siti femministi
Raccoglievano firme per abolizione leggi discriminanti
ANSA) - TEHERAN, 20 MAG - Dodici siti Internet gestiti da femministe iraniane sono stati filtrati dalle autorita' di Teheran, secondo il quotidiano Kargozaran.L'ordine riguarda i siti con base in diverse citta' dell'Iran, ma anche in Germania, negli Usa, a Cipro e in Kuwait, che facevano propaganda alla 'campagna per un milione di firme' portata avanti da due anni dalle attiviste iraniane. Esse intendono raccogliere tante adesioni per chiedere l'abolizione delle leggi che limitano i diritti delle donne
Ecco l' ennesima dimostrazione della diffocoltà di far riconoscere i sacrosanti diritti delle donne nel mondo.
Cosa possiamo fare per mobilitarci?
Tutta sola, avvolta in un’abaya nera, una bambina di 8 anni si è presentata il 2 aprile a un tribunale di Sana’a, la capitale dello Yemen, per chiedere il divorzio dal marito. Nojoud Muhammed Nasser ha denunciato il padre, che due mesi fa l’ha data in moglie a un uomo di 30 anni, e il marito, che l’ha picchiata e costretta ad avere rapporti sessuali. «Ogni volta che volevo giocare in cortile, mi picchiava e mi faceva andare con lui in camera da letto— ha raccontato —. Era molto duro con me e quando lo imploravo di avere pietà, mi picchiava, mi schiaffeggiava e poi mi usava. Voglio avere una vita rispettabile e divorziare».
È la prima volta che una minore chiede il divorzio in Yemen. La legge non la protegge. Moltissime bambine vengono date in spose all’età di Nojoud in Yemen (oltre il 50% secondo uno studio del 2006). La legge fissa l’età minima per il matrimonio a 15 anni, per maschi e femmine, ma non punisce chi la viola, dice l’avvocato della Corte suprema Shatha Muhammed Nasser, che ha assunto la difesa della bimba e le ha trovato un posto in un orfanotrofio. All’uscita del tribunale, col sorriso teso ma lo sguardo deciso, Nojoud ha raccontato la sua storia al giornalista Hamed Thabet, 23 anni, dello Yemen Times. «Mio padre mi ha picchiato e mi ha detto che dovevo sposare quest’uomo. Lui mi ha fatto brutte cose, io non avevo idea di cosa fosse il matrimonio. Correvo da una stanza all’altra per sfuggirgli, ma alla finemi prendeva, mi picchiava e poi continuava a fare ciò che voleva. Ho pianto così tanto, ma nessuno mi ascoltava. Ho supplicato mia madre, mio padre, mia zia di aiutarmi a divorziare. Mi hanno risposto: "Non possiamo fare niente. Se vuoi, vai in tribunale da sola". Ed è quello che ho fatto». Dice Thabet al telefono da Sana’a: «Era così dolce e così triste. È una donna sposata, che capisce tante cose e allo stesso tempo una bambina che vuole studiare e giocare».
Anche il giudice Muhammad al-Qadhi si è impietosito: pur essendo Nojoud troppo giovane per testimoniare, ha fatto arrestare il padre, Muhammed Nasser, e il marito, Faez Ali Thamer. L’avvocatessa Nasser sostiene che il matrimonio era illegale. Altri non ne sono certi: «A nessuno frega della legge, quello che conta è il sistema tribale», dice il giornalista Thabet. «Specialmente nelle zone rurali, i genitori danno le figlie in spose all’età di 7, 8 o 9 anni — spiega Amal Basha, direttrice di un gruppo per i diritti delle donne, Sisters Arab Forum for Human Rights —. Pongono la condizione che il marito non abbia contatto sessuale con la moglie finché non è matura. Ma vive con lui e non c’è alcun controllo: è alla mercé del marito e del suo desiderio». Divorziare per Nojoud non sarà facile, aggiunge. «Non è un’adulta, quindi prevale ciò che dice il suo guardiano».
Lo zio si è presentato come suo guardiano in aula. Ha detto che il padre di Nojoud ha perso il lavoro di netturbino e soffre di problemi mentali: è stato rilasciato. «La bambina deve anche restituire tutto il denaro che il marito ha dato alla famiglia in dote— dice Basha —oltre ad aver bisogno di una buona ragione per divorziare agli occhi del giudice». Oggi, dice Thabet, lui e l’avvocato cercheranno un accordo con il marito. «Faremo una colletta. Gli offriremo i soldi della dote, anche il doppio». Ma lo sposo per ora non intende divorziare: «Sì, sono stato in intimità con lei — ha detto—ma non ho fatto nulla di male. È mia moglie e ne ho il diritto. Nessuno può fermarmi».
Non so come la pensiate, ma secondo me è ora di intervenire.
Un mondo che si definisce civile non può tollerare che una bambina di otto anni (otto!) venga picchiata e violentata in nome di una cosa che col vero matrimonio non ha nulla a che vedere.
Finiamola di mandare le truppe a intervenire solo dove c'è da estrarre petrolio, facendo finta di niente di fronte a queste cose.
Tutti, uomini o donne che siano, devono fare qualcosa: girare la testa dall'altra parte è come legittimare una cosa del genere.
Dimostriamo tutti insieme che il termine "civiltà" non è una paola vuota!
Protestiamo, mobilitiamoci, facciamo sentire la voce della giustizia!
(Segue dal post precedente)
11) Se Picasso vi ritraesse, come apparireste? a. magra/spigolosa/muscolosa (5) b. piena di curve (7) c. rotonda (3)
Il lunedì è, a torto o ragione, una giornata detestata dalla maggior parte della gente.
Personalmente, trovo che il week end sia troppo corto, perciò mi secca terribilmente tornare a lavorare proprio quando sto iniziando a rilassarmi.
Oggi, comunque, la giornata mi sembra peggiore del solito. Non faccio che leggere notizie terribili su tutto, sulle guerre, sull' economia, sulla pace, sul Tibet, sull' inflazione che galoppa, sugli incidenti, sulla gente ammazzata per strada, sugli ubriachi che tirano sotto ragazzini di sedici anni.
Prendendo spunto dalle notizie, potrei continuare per ore a parlare della morte del tifoso del Parma, dei tre nuovi morti sul lavoro, degli stipendi italiani che sono i piu' bassi d' Europa, del caro-affitti, delle dichiarazioni di certi politici che sarebbero da mandare in galera e non in parlamento, della borsa che crolla, della crisi dei mutui, dell' ennesimo attentato in Iraq, della strage in Medio Oriente, della recessione che incombe. E ancora non avrei terminato gli argomenti.
Lasciati da parte i notiziari, ci sarebbe da parlare anche di come va la mia vita, delle delusioni che ogni giorno mi trovo ad affrontare, delle cattiverie, delle ingiustizie, della falsità e della scorrettezza della gente.
Qualcuno, per favore, puo' darmi UNA buona notizia?
Ne ho proprio bisogno!
...e io non so ancora cosa vorrei trovare nell' uovo di cioccolato.
Forse vorrei dei fiori, o una bella poesia, con una dedica speciale.
Ancora non ho deciso, ma vorrei regalare a tutti una poesia di Gianni Rodari:
Dall'uovo di Pasqua
Dall'uovo di Pasqua
è uscito un pulcino
di gesso arancione
col becco turchino.
Ha detto: Vado,
mi metto in viaggio
e porto a tutti
un grande messaggio.
E volteggiando
di qua e di là
attraversando
paesi e città
ha scritto sui muri,
nel cielo e per terra:
Viva la pace,
abbasso la guerra.